Laboratorio teatrale Gli Scalcinati a.s. 2025-26 Viaggio di sola andata

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di Emma Forin e Maria Sole Peruzzo 3DL

Il 21 e 22 maggio 2026 presso l’auditorium dell’IIS Scalcerle si è tenuto lo spettacolo di fine anno del laboratorio teatrale Gli Scalcinati, scritto e diretto dal prof. Tomaso Bortolami. Noi studenti del laboratorio vogliamo portarvi dietro le quinte di uno spettacolo teatrale che richiede sempre tanto impegno e, perché no, farvi provare le forti emozioni che questo spettacolo ha suscitato in noi attrici e attori.

Quest’anno abbiamo affrontato un tema complesso e doloroso per tutti quelli che lo hanno vissuto in prima persona: l’emigrazione. Abbiamo cercato di restituire le emozioni e i problemi in chiave ironica partendo dall’evoluzione dell’uomo e dai suoi primi spostamenti, ricordando che l’uomo ha viaggiato da sempre ed è stato un curioso esploratore (non “sdraiato comodamente sul divano”) fino ad arrivare ai grandi viaggi intercontinentali.

Ma parlare di migrazioni oggi non è semplice, poiché evoca le difficoltà e I sacrifici che uomini, donne e bambini famiglia hanno dovuto affrontare semplicemente per sperare in una vita migliore, degna di essere vissuta.

Milioni di persone hanno rischiato la loro vita per salire su un barcone, con persone sconosciute, ammassati uno sull’altro, per realizzare il sogno di una vita migliore.

In questo spettacolo abbiamo parlato molto anche dei nostri conterranei, dei tre milioni di veneti che hanno lasciato l’Italia tra il 1876 e il 1990: un numero così elevato che quasi ci spaventa e ci rende increduli. Ma come mai tutti questi veneti sono emigrati? Il veneto è una regione così bella, ricca di tradizioni, di cultura, voi direste, ma forse non sapete che il Veneto era poverissimo e sovrappopolato: i campi erano infinitamente frazionati e un ettaro non bastava per sfamare un’intera famiglia, i proprietari terrieri chiedevano affitti altissimi dopo l’unità d’Italia, per molti l’unica soluzione era vendere tutto e partire.

I veneti erano e sono presenti in tutto il mondo, motivo per il quale molte persone, specialmente in Brasile e in Argentina, hanno cognomi veneti.

Il copione è stato ideato e scritto dal prof. Tomaso Bortolami ma durante le numerose prove della rappresentazione teatrale sono state ben accette modifiche e cambiamenti che hanno migliorato questo spettacolo teatrale rispetto alla bozza iniziale rendendolo molto più personale, nonostante spesso la nostra generazione non abbia vissuto l’esperienza della migrazione. Risulta poi particolarmente urgente parlare di questo tema in una società come la nostra nella quale è spesso percepito dall’opinione pubblica attraverso una visione distorta della realtà, ma basterebbe ricordare che storicamente anche noi

siamo stati migranti in fuga dal pericolo o in cerca di sicurezza economica.

Lo spettacolo in modo semplice ed efficace adotta il punto di vista di un migrante che decide di intraprendere un viaggio così difficile quanto incerto. Per il nostro gruppo teatrale questo spettacolo è stato anche uno spunto per parlare del viaggio non solo come spostamento da un luogo all’altro, ma anche come percorso scolastico che ci forma e ci prepara ad affrontare la vita adulta e il mondo esterno: così l’occasione è stata utile per salutare otto nostri compagni di viaggio che hanno ormai concluso il loro percorso nella scuola superiore. È stato un modo per ricordarci che la vita va vissuta proprio come un viaggio, un viaggio di sola andata, perché ogni avventura brutta o bella ci può arricchire e rendere persone migliori.

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