Le studentesse della classe 3DL hanno ospitato ad ottobre 2025 un gruppo di studenti tedeschi e sono andati in visita da loro nel mese di marzo 2026. In preparazione e come follow up dello scambio hanno frequentato un corso POC durante il quale hanno prodotto, sotto la guida delle professoresse Donadel e Doekel, diversi materiali utili alle classi future della nostra scuola, tra cui la seguente intervista:
1 – Com’ è stata l’accoglienza da parte delle vostre partner tedesche al vostro arrivo?
Sin da subito ci siamo sentite accolte e benvolute. Abbiamo tutte ricevuto un’accoglienza calorosa che ci ha permesso di iniziare al meglio la bella esperienza.
Tutte le famiglie, in vari modi, hanno cercato dal primo istante di metterci a nostro agio: cucinando un piatto italiano, interessandosi alle nostre abitudini o guardando insieme un film prima di andare a letto. Sebbene non fosse scontato, ci siamo sentite per una settimana parte di una seconda famiglia e siamo riuscite ad affrontare anche i piccoli imprevisti insieme alle nostre partner. Il weekend in famiglia ha aiutato a creare il rapporto iniziale: ognuna di noi ha avuto la possibilità di conoscere le persone con cui avrebbe passato poi l’intera settimana. Alcune hanno visitato il territorio nei pressi di Aichach o partecipato ad attività coinvolgenti.
2 – Sicuramente la scuola è stata una parte importante della vostra esperienza: come si presenta la scuola tedesca e quali differenze da quella italiana sono emerse?
Essendo questo un progetto proposto dalla scuola, anch’ essa é stata una parte fondamentale dell’esperienza. Abbiamo visitato il Gymnasium frequentato dai nostri partner: la struttura era grande e ben tenuta, c’erano ambienti spaziosi come una grande mensa e un grande atrio/spazio comune dove aspettavamo tutti insieme l’ inizio delle lezioni. Anche il sistema scolastico è molto diverso dal nostro: le valutazioni vanno dall’1 al 6 in ordine decrescente, le materie sono divise in obbligatorie, come tedesco e matematica, e opzionali. Anche per loro la scuola è una parte importante della vita quotidiana, ma crediamo che forse gli studenti tedeschi la vivano un po’ più serenamente e con meno pressione.
3 – Come vi siete trovate a vivere in una famiglia diversa dalla vostra per un’intera settimana? Vi siete sentite parte di essa o avete riscontrato difficoltà ad inserirvi?
Sicuramente vivere in una famiglia diversa dalla propria non è un’esperienza da poco, specialmente quando si è lontani da casa per molti giorni. Ci siamo fortunatamente sentite da subito accolte con grande affetto: le famiglie hanno cercato di metterci subito a nostro agio e, conoscendo già le nostre partner, avevamo anche confidenza con loro. Le difficoltà sono emerse, come emergono in ogni situazione, perché è normale sentirsi spaesati quando non si è nella propria zona comfort, ma questa esperienza è stata molto utile anche alle ragazze che l’anno prossimo intraprenderanno un percorso di studi all’estero e dovranno confrontarsi con queste difficoltà per un periodo più prolungato.
4 – E dal punto di vista culturale ci sono stati aspetti o abitudini che vi hanno particolarmente colpite?
L’aspetto che ci ha più colpite è stata la routine delle nostre famiglie ospitanti: in particolare è stato difficile adattarsi ai loro orari molto diversi dai nostri, per esempio la cena era solitamente alle 17:30. Nel corso della settimana abbiamo capito fosse semplicemente un modo diverso di gestire le proprie energie. Inoltre ad Aichach era tutto a portata di mano e per questo ci si muoveva molto in bici o a piedi. Vi era un’unica scuola per i ragazzi dai dieci ai diciannove anni, pochi negozi e qualche ristorante.
5 – Avete visitato Monaco, Augusta e Norimberga, quale tra queste città vi è piaciuta di più e perché? Trovate differenze con le città italiane?
Tra le tre città che abbiamo visitato, Monaco ci è piaciuta tantissimo. È una città piena di vita ma anche di storia. La prima volta che ci siamo andate eravamo da sole, senza professori, il secondo giorno dal nostro arrivo in Germania. Siamo partite in treno tutte insieme e ci siamo sentite un po’ adulte per un giorno. Abbiamo fatto una passeggiata per il centro, chiacchierando e guardandoci intorno, e poi un piccolo tour della città. Non era approfondito come quello fatto con la guida, però è stato bello viverlo a modo nostro. Quando poi abbiamo ascoltato la spiegazione della guida abbiamo cambiato un po’ la nostra prospettiva sulla città e sulla Germania in generale: la guida ci ha raccontato dettagli interessanti, ad esempio rispetto ad Augusta e Norimberga, Monaco è molto più popolata e movimentata e non a caso è definita “la città più a nord d’Italia”. Augusta ci è sembrata tranquilla, con un’atmosfera più raccolta, mentre Norimberga è una città ricca di storia medievale e segnata dal ricordo del famoso processo seguito alla Seconda Guerra Mondiale. Ma Monaco ci è rimasta davvero nel cuore: c’era energia, gente ovunque, e allo stesso tempo palazzi e piazze che raccontano secoli di storia. Abbiamo notato anche una differenza con l’Italia. La Germania ci è sembrata più “cupa”, più sobria nei colori e nell’atmosfera. Però allo stesso tempo si vede la sua storia ovunque, negli edifici e nelle decorazioni. È come se ogni angolo ti ricordasse il passato, mentre da noi a volte le tracce del passato più lontano si mescolano a quelle del passato più recente.
6 – Avete avuto l’opportunità di vivere a stretto contatto con i vostri coetanei tedeschi: come vivono l’adolescenza rispetto a voi?
Sì, durante lo scambio abbiamo avuto l’opportunità di vivere a stretto contatto con ragazzi tedeschi della nostra età e di conoscere meglio la loro vita quotidiana. Essendo stati ospitati in una cittadina molto piccola, abbiamo notato che il loro stile di vita è più tranquillo rispetto a quello a cui siamo abituati. Ci sono meno luoghi di ritrovo e per questo molti ragazzi trascorrono il tempo libero facendo sport, andando in bicicletta o incontrandosi a casa degli amici. Ci ha colpito soprattutto la loro autonomia: molti si spostano da soli e sembrano essere abituati a gestire i propri impegni con una certa indipendenza. Allo stesso tempo, però, ci siamo resi conto che non sono così diversi da noi. Ascoltano la stessa musica, utilizzano i social network, escono con gli amici e condividono molte delle nostre passioni e delle nostre preoccupazioni. Questa esperienza ci ha permesso di confrontare due realtà diverse e di capire che, nonostante alcune differenze nelle abitudini quotidiane, abbiamo molto in comune.
7 – Con quali aspettative eravate partite? Sono state soddisfatte? Avevi invece dei pregiudizi sulla cultura tedesca? Se sì, li hai superati dopo lo scambio?
Prima della partenza eravamo molto entusiaste ed emozionate, pronte a vivere al meglio quest’esperienza. Avevamo molte aspettative dal momento che questo sarebbe stato il primo viaggio all’estero con tutta la classe. Speravamo di essere accolte bene dalle nostre famiglie ospitanti e di poter sperimentare davvero la cultura e le tradizioni tedesche. Inoltre avevamo tutte il desiderio di metterci in gioco dal punto di vista linguistico, sia con i nostri partner sia con le persone che avremmo conosciuto lì. Alla fine del viaggio ci siamo rese conto di aver addirittura superato le nostre aspettative, è stata un’esperienza unica! Dobbiamo ammettere però che inizialmente avevamo qualche pregiudizio sulla cultura tedesca, eravamo titubanti sulle loro abitudini culinarie e infine temevamo fossero più distaccati e freddi rispetto a noi, ma abbiamo dovuto ricrederci su tutti questi aspetti.
8 – Pensi che lo scambio sia stato utile per il tuo percorso futuro?
Non c’è ombra di dubbio che sia stata un’esperienza che ci ha aiutato a comprendere meglio il nostro percorso di studi ed in generale il nostro futuro. Per la nostra sezione, che studia francese e tedesco, questo scambio ci ha permesso di capire se portare avanti la terza lingua, magari all’università. Sicuramente è stato interessante conoscere e comprendere al meglio un’altra cultura che probabilmente incontreremo ancora domani. Ad esempio, per le ragazze che intraprenderanno un anno scolastico all’estero, soprattutto per chi andrà in Germania, sarà più facile relazionarsi con la nuova famiglia, gli amici e la scuola.
9 – Consiglieresti l’esperienza dello scambio alle future classi?
Si, sicuramente consiglieremmo l’esperienza alle future classi. È un modo per mettersi in gioco e mettere in pratica il lungo lavoro che abbiamo svolto in questi anni. Poter provare a parlare la lingua studiata con i parlanti del luogo e imparare nuovi termini da usare è stato molto formativo e utile. Anche se l’esperienza può spaventare, affrontandola si impara a crescere e migliorarsi.



