Progetto educazione alimentare “Cosa c’è nel piatto?”

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di Benedetta Maria Menorello ed Eva Benedetta Sanvido 3DL

Recita l’antico proverbio latino “mens sana in corpore sano”… ma come si può mantenere in salute il nostro corpo?

Il 23 gennaio 2026 la classe 3DL ha partecipato ad un incontro sul tema dell’educazione alimentare tenuto da due docenti del nostro istituto tecnico Scalcerle (proff. Pugi e Pintonello) che, grazie alla loro esperienza di nutrizionista e tecnologa alimentare rispettivamente, sono state molto disponibili nel rispondere a domande e dubbi da parte di noi studenti. La nutrizione è importante nella vita per poter prevenire alcune malattie: infatti l’insorgenza di patologie metaboliche e cardiovascolari, quali il diabete 2 o l’infarto, dipende per il 70% da un’alimentazione scorretta, rappresentando il principale fattore di rischio assieme al movimento insufficiente, al sonno scarso, all’abuso di sostanze alcoliche e stupefacenti, ad una vita sociale insoddisfacente e all’ uso prolungato di dispositivi elettronici. La variabile genetica non incide che per il 10%, dunque ciascuno può intervenire concretamente sulla propria salute futura.

Una dieta ottimale dovrebbe essere bilanciata quantitativamente, soddisfacendo dunque il fabbisogno calorico individuale, e qualitativamente, fornendo all’organismo tutti i nutrienti essenziali. Tra questi si possono distinguere quelli calorici, spesso erroneamente considerati nemici della linea (proteine, glucidi e lipidi) e quelli regolatori (sali minerali, vitamine, acqua). Inoltre è importante introdurre con frequenza l’acqua, in quanto essa viene continuamente espulsa dal nostro corpo, mentre non dovrebbe essere necessario l’uso di integratori se non in circostanze specifiche. 

Il fabbisogno energetico individuale è costituito dal metabolismo basale sommato alle attività fisiche che si svolgono durante la giornata: esso va coperto introducendo alimenti nella stessa misura di quanto si consuma per mantenere un peso corporeo corretto. Le linee guida raccomandano una ripartizione orientativa dell’energia in 10-15% proteine, 30% grassi (specialmente insaturi), 50-60% carboidrati (privilegiando quelli complessi e integrali). Le fibre da preferire sono la frutta e verdura, da assumere almeno 5 volte al giorno, e anche legumi e cereali, meglio se integrali: questi ultimi permettono di assumere tutte le proteine essenziali anche nelle diete vegetariane e facilitano sazietà e salute intestinale. Per le proteine animali il consumo dovrebbe orientarsi sulla carne bianca e sui prodotti ittici, scegliendo pesci di piccole dimensioni per limitare l’introduzione di contaminanti presenti nelle acque dei nostri mari. Tutti gli alimenti citati, insieme a olio d’oliva a crudo, uova, erbe aromatiche e spezie (in sostituzione del sale), un consumo moderato di latticini e pochissima carne rossa e dolci, sono presenti nella dieta mediterranea, che dal 16 novembre 2010 è riconosciuta come Patrimonio Culturale Immateriale dell’ UNESCO.

Prodotti di stagione e locali sono da preferire, escludendo gli ultra processati e con liste di ingredienti molto lunghe: quindi occhio all’etichetta quando facciamo la spesa!

Come distribuire poi i pasti durante la giornata? Tre i pasti principali e due gli spuntini. Particolare attenzione merita la colazione, in assenza della quale si registrano effetti importanti sul nostro organismo, per ciò che riguarda l’attenzione e il metabolismo: anzitutto la sensazione di debolezza in tarda mattinata induce a compensare con un pranzo sostanzioso e successivamente provoca sonnolenza nelle prime ore del pomeriggio. I pasti vanno poi associati a un’attività fisica quotidiana di almeno 20-30 minuti e all’idratazione costante.

La prof.ssa Pintonello ha attivato per il nostro istituto uno sportello di difesa alimentare: è possibile accedervi ogni mercoledì dalle 13 alle 14 in biblioteca previo appuntamento scrivendo all’indirizzo sandra.pintonello@scalcerle.eu

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