di Bianca Parpajola e Veronica Rocca 1CL
Venerdì 24/04/2026 la classe 1CL si è recata in uscita alla scoperta delle origini antiche della nostra città: la Padova romana, quando veniva chiamata Patavium. Guidati dalla nostra prof.ssa Carmela Bafumi e dalla preparatissima guida dell’ass. Arcadiadidattica, l’archeologa dott.ssa Paola Montani, abbiamo scoperto alcuni resti archeologici importanti, come quelli dell’arena e dei ponti romani, ancora oggi visibili.
Giovedì 9 aprile in classe avevamo già iniziato a conoscere la storia antica della nostra città attraverso un’affascinante lezione insieme all’archeologa Paola Montani, che poi ci avrebbe accompagnati in uscita. Ci ha consegnato una mappa del centro di Padova che ci avrebbe aiutati a localizzare i vari monumenti e poi ha iniziato a parlarci delle riviere, della storia della tomba di Antenore, dell’arena e degli antichi resti del teatro romano in Prato della Valle. La lezione svolta in classe è stata molto utile e interessante per capire meglio ciò che avremmo visto durante la passeggiata.
Il giorno dell’uscita ci siamo incontrati intorno alle 8:30-9:00 agli Eremitani per iniziare la nostra passeggiata. La prima tappa è stata proprio quella dell’arena. Appena arrivati, abbiamo potuto osservare da vicino i resti di questo antico edificio, immaginando come fosse in passato. La guida infatti ci ha spiegato la sua storia: i gladiatori entravano nell’anfiteatro da una porta detta “trionfale”. Il termine richiama un ingresso solenne, perché i combattenti si presentavano al pubblico prima dello scontro, ma esisteva poi un’altra porta, utilizzata dopo i duelli: da lì i gladiatori potevano uscire vincitori, feriti oppure morti. Successivamente, la guida ha richiamato la nostra attenzione sulla porta collegata all’uscita dei caduti, di cui grazie ad un gioco abbiamo scoperto il nome: Libitinensis. Tale denominazione è legata a Libitina, divinità associata ai riti funebri, alle sepolture e, in generale, al mondo dei morti. Un ulteriore punto riguarda il fatto che le necropoli si trovavano fuori dalle mura, oltre l’ansa del fiume ed era per questo che la porta Libitinensis era orientata verso l’esterno della città. Ha poi spiegato alcune curiosità sulla vita dei gladiatori, ma l’aspetto che ci ha colpito di più di tutti è stato il fatto che tutto ciò che a noi resta dell’antica arena è lo spazio centrale dove si svolgevano i combattimenti e che l’arena vera e propria era invece molto più grande, occupando gli spazi dove oggi sono presenti altri edifici, tra cui la cappella degli Scrovegni.
Terminata l’osservazione dell’anfiteatro la guida ci ha portati nella zona delle Riviere, oggi attraversata da strade moderne, sotto le quali si trovano i resti di ponti romani del I secolo a.C. L’antico fiume, chiamato Meduacus, corrisponde all’attuale Bacchiglione ed era molto importante per la città. In età romana infatti il fiume era molto largo, circa 45 metri. Nel Medioevo l’alveo venne ristretto per controllare meglio l’acqua, chiudendo parte delle arcate dei ponti e lasciando solo un canale più piccolo. Questo canale rimase attivo per secoli, fino a quando nel 1958 fu coperto per adattare la zona alla viabilità moderna. Nel corso della passeggiata la guida ha indicato anche la segnalazione del livello del marciapiede romano, che si trova circa 2,60 metri sotto l’attuale pavimentazione. La guida ci ha spiegato che sotto le strade di Padova ci sono ancora altri ponti antichi nascosti. Ad esempio, vicino alla chiesetta di San Daniele e soprattutto il ponte San Lorenzo visibile nel sottopasso tra Riviera Tito Livio e p.zza Antenore.
Scendendo sotto il livello della strada abbiamo scoperto che il ponte era formato da tre arcate ma col tempo ne lasciarono attiva soltanto una, restringendo il letto del fiume. In una antica iscrizione latina sono ancora ricordati i cinque nomi, in forma abbreviata, delle persone che diedero avvio alla costruzione del ponte. È stato sorprendente vedere da vicino le strutture in pietra e capire quanto fosse diversa Padova in passato. La guida ha infine ricordato l’esistenza di una grande strada romana, la via Annia, che collegava Adria e Aquileia e attraversava Padova, come dimostrano le tracce emerse durante alcuni scavi archeologici. Nella parte finale della visita la guida ci ha parlato di Prato della Valle, uno dei luoghi più rappresentativi della città. Ci ha spiegato che l’aspetto attuale risale al Settecento ed è legato al progetto di Andrea Memmo, sostenuto da famiglie che finanziavano la realizzazione di statue dedicate a personaggi importanti legati a Padova, come Francesco Petrarca e Galileo Galilei. La passeggiata nella Padova romana è stata interessante e diversa dal solito: non abbiamo solo studiato sui libri, ma abbiamo visto con i nostri occhi i resti del passato. Ci ha fatto riflettere soprattutto il fatto che sotto la città di oggi esiste ancora una Padova antica, nascosta ma molto importante. Per questo consigliamo questa esperienza anche ad altre classi. Dopo la gita il nostro modo di vedere Padova è cambiato, perché ora sappiamo che ogni strada o edificio della città racconta una lunga storia.












