di Greta Griggio e Jessica Viamontes 2DL
Numerose classi dell’ IIS P. Scalcerle hanno partecipato il 3 febbraio 2026 ad un incontro con l’autore Guido Marangoni per il progetto “Inclusione in Movimento”. Marangoni, ingegnere e autore del libro Siamo fatti di-versi, perché siamo poesia, si impegna a girare scuole, università e aziende di tutta Italia, raccontando la sua storia e il rapporto con la disabilità della figlia Anna. Marangoni ha iniziato l’incontro mostrando una foto della figlia e chiedendoci cosa vedevamo in lei. Solitamente questa domanda suscita imbarazzo nel pubblico a tutte le età perché non la si vuole etichettare dal suo aspetto, ma alla fine dei conti tutti abbiamo delle disabilità, che siano nascoste e magari non riconoscibili o evidenti e difficili da nascondere. Marangoni e Anna hanno tenuto persino un TEDX, ovvero una conferenza in cui hanno condiviso le loro fragilità, lei con la sua sindrome di Down e lui con la sua balbuzie: proprio grazie a queste vulnerabilità lui è riuscito a trovare dei canali di comunicazione per condividere e affrontare certi argomenti considerati “imbarazzanti”.
Quando ha scoperto che avrebbe avuto un bambino con la trisomia 21, è stato colpito dalla domanda della moglie Daniela: “E’ maschio o femmina?”. Lei con questa domanda si preoccupava della persona che stava arrivando e non dalla sua condizione, perché la disabilità non ci definisce ma siamo tutti unici con le nostre qualità e le nostre imperfezioni. La notizia della disabilità della figlia nascitura inizialmente lo sconvolge, ma presto capisce che la persona che c’è dietro alla sindrome di Down è sempre una bella e buona notizia.
Poi ha citato il grande autore Italo Calvino, che affermava che la vita va presa con leggerezza e che quest’ultima non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, e non avere macigni sul cuore, poiché siamo abituati a trattenere il dolore invece che condividerlo, e ciò ci rende arroganti. Le parole sono molto importanti e hanno tanto peso, ma dovremmo imparare a guardarci dentro per scoprire le persone e non metterle da parte. Da questo nasce la dinamica tra inclusione ed esclusione, poiché nessuno deve essere incluso passivamente ma ci deve essere reciprocità e tutti dovremmo sentirci messi su un piano di parità. L’incontro ci ha fatto capire che spesso pensiamo che “diversità” significhi qualcosa che ci divide, ma se guardiamo con amore invece che con gli occhi, capiamo che la diversità è la base della nostra vita che la rende ricca ed interessante.
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